X Conferenza del Movimento Nuova Pentecoste 2014 – Riparatori di Brecce

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RIPARARE LE BRECCE

Il tema del raduno annuale del Movimento delle chiese Nuova Pentecoste si è tradotto in un messaggio che non ha riguardato soltanto i circa 600 credenti che hanno partecipato all’incontro, ma di un autentico messaggio che lo Spirito Santo sta indirizzando in diverse forme ad una chiesa angustiata. “Maestro, cosa dobbiamo fare?”, è il grido preoccupato di molti credenti e servitori di Dio di fronte allo spettacolo della decadenza e del languore della chiesa dei nostri giorni. A questa istanza lo Spirito manda delle indicazioni precise, e “Riparare le brecce” è sicuramente una di queste. Usare le pietre che ci vengono tirate contro per innestarle nelle mura diroccate; vincere la tentazione della critica e della maldicenza di fronte allo spettacolo di brecce aperte nella vita degli altri; scegliere la via della pace e della riconciliazione invece dello scontro e del conflitto; guarire prima le nostre rotture e poi guarire quelle degli altri; mettersi in ginocchio e riparare nella preghiera gli squarci aperti nelle famiglie, nelle chiese e nelle relazioni: è l’agenda pratica di chi vuol essere chiamato “riparatore di brecce”. Questi sono i tempi per andare a riscoprire antichi sentieri che sono scomparsi sotto le sterpaglie e le pietre della superficialità moderna. Con questi consigli lo Spirito ha richiamato l’attenzione degli ascoltatori attraverso la predicazione dei pastori relatori. L’articolo che segue, redatto dalla sorella Miriam, moglie del pastore Romolo Giovanardi riesce ad esprimere ancora meglio il sentimento e la profondità con la quale il messaggio ha raggiunto i cuori.

 Michele Passaretti


TEMPO DI RIPARAZIONI

In un bellissimo albergo di Cefalù, immerso nel verde e con vista mozzafiato sul mare, si è svolto il 10° incontro delle Chiese appartenenti al movimento Nuova Pentecoste. Il tema dell’incontro, nato da una scelta fatta fra alcuni temi proposti alla presenza di vari pastori, è stato un passo del profeta Isaia. Al capitolo 58:12 si dice: “Sarai chiamato riparatore di brecce”. Quattro pastori diversi si sono avvicendati nella predicazione e ognuno di loro ha aggiunto una pennellata a un disegno che già aveva tracciato il Signore. Ci si è posti la domanda di che cosa sia una breccia. Una breccia è un varco aperto per entrare con la forza in un luogo fortificato. Ora colui che cerca di entrare con la forza in un luogo fortificato è il nostro nemico che, tante volte, si serve di noi stessi che creiamo guai con la nostra disobbedienza. Pensiamo, per esempio, ad Abramo, che, con la sua disobbedienza, creò due popoli anziché uno solo e ancora oggi se ne pagano le conseguenze.

Questo varco aperto deve essere prima di tutto individuato perché, se non ci si rende conto della breccia, non si correrà neppure ai ripari per restaurarlo. Quindi, la prima qualità di un riparatore di brecce è la vigilanza: sulla sua vita personale, sulla famiglia, sulla comunità di appartenenza. Per essere riparatori di brecce servono le qualità che ebbe Nehemia nella ricostruzione delle mura di Gerusalemme: si siede per pensare e riflettere, piange, si riconosce peccatore insieme a tutti gli altri, prega, poi, di tutto cuore, ricomincia a ricostruire. Il riparatore di brecce nella sua vita personale, dopo essersi reso conto, come già abbiamo detto, di dove sia la breccia, deve provvedere a ripararla non con materiale che possa essere distrutto col fuoco, ma con oro e argento, cioè con la santificazione personale e l’adesione alla volontà di Dio. Queste stesse caratteristiche servono per riparare brecce nella famiglia.

10733957_584283365033773_6496689830093355293_nE ora veniamo al riparatore di brecce nella comunità. Non appena si individua una breccia in una comunità, anziché additarla, si corra personalmente a ripararla! L’errore più grave che si possa fare, è quello di vedere le brecce, di andarsene senza fare nulla, non sapendo che, ovunque si andrà ci saranno brecce e, se non si provvederà a ripararle, non si sarà dato il proprio apporto di membro del Corpo di Cristo! È molto più facile cercare il fuoco, le manifestazioni soprannaturali, le cose eclatanti, anziché provvedere a riparare le brecce e a rialzare le fondamenta di molte generazioni passate. Ora, quali sono queste fondamenta?

 “Il saldo fondamento di Dio rimane fermo, avendo questo sigillo: “Il signore conosce quelli che sono suoi e: “Si ritragga dall’iniquità chiunque nomina il nome di Cristo”.

2 Timoteo 2:19

Quindi, il saldo fondamento è la consapevolezza di appartenere a Cristo. Se davvero apparteniamo a Lui e nominiamo il suo nome, ci ritrarremo spontaneamente dall’iniquità! Ma il riparatore di brecce è anche un restauratore di sentieri per abitare nel paese. Dopo avere riparato le brecce, denunciando il peccato, tante volte c’è bisogno di restauro. È stato detto che c’è un programma televisivo “Tale e quale show” in cui ci sono persone che imitano in modo quasi perfetto gli originali. Nelle chiese ci sono, purtroppo, molti falsi profeti, falsi anziani, falsi pastori che possono procurare brecce nei cuori e l’opera di restaurazione diventa lunga e difficile. Da qui di nuovo la necessità di essere vigilanti. Nella Parola di Dio, c’è un personaggio il cui nome significa brecciaPerez. Viene nominato una sola volta, insieme al suo fratello gemello Zerach, che significa aurorasperanza. Lo troviamo in Genesi 38:27. Sono i due figli gemelli che Giuda, fratello di Giuseppe, ebbe dalla nuora Tamar.

Per ogni breccia che si apre, c’è un’aurora, una speranza di restaurazione. Non c’è Perez senza uno Zerach; non c’è condizione che il Signore porti alla luce se non per risolverla!

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È vero che le brecce possono essere fatte dal nemico nel luogo fortificato del nostro cuore, della nostra famiglia, della nostra congregazione, Ma, se ci affidiamo completamente al Signore, possiamo essere creatori di brecce nel campo del nemico, possiamo diventare truppe d’assalto. Se qualcuno vuole attaccare, noi saremo strumenti di guerra nella mani di Dio. Il Signore ci dice che siamo martelli, strumenti di guerra e con noi schiaccerà, distruggerà, frantumerà: “Tu sei per me un martello, uno strumento di guerra… con te…” (Geremia 51:20).

Il Signore e noi, disponibili e obbedienti, vigilanti, santificati, liberi dall’iniquità, sottomessi al Signore, allora faremo ciò che fece Elia che prima ristabilì l’altare, poi chiese il fuoco dal cielo. Prima il lavoro più difficile: riparare le brecce, mantenersi fermi sul saldo fondamento, ricostruzione dei sentieri antichi e allora ci sarà una vita vittoriosa nella vita personale, nelle famiglie e nelle comunità. E allora scenderà il fuoco dello Spirito Santo.

 Il progetto di riunire le chiese pentecostali nacque nel cuore del pastore Remo Cristallo ed evidentemente il progetto era nel cuore di Do perché non solo è andato in porto ma va avanti da dieci anni. Per celebrare questo decimo incontro è stato chiamato sul palco il Pastore Remo Cristallo, insieme alla moglie Maria, è stata loro donata una targa ricordo e una torta celebrativa. Ma il regalo più bello è venuto dal figlio Stefano che dopo avere suonato e cantato al pianoforte un canto caro al padre, ha dichiarato il suo desiderio di potergli assomigliare sempre di più nella sua fedeltà al Signore.

 Nel corso delle due giornate si sono avvicendati pastori che hanno guidato la lode e ancora una volta si è visto quanto sia ricco il Corpo di Cristo. Ognuno di loro è stato un canale libero che ha portato benedizione ai fratelli. Uno con la sua solarità, l’altro con la sua capacità organizzativa, un altro ancora con la sua esortazione a essere tutti attivi nel Corpo e a non aspettare che qualcuno debba sollecitare un entusiasmo che dovrebbe già essere nel DNA dei figli di Dio. Un altro con la proposta di una preghiera di intercessione per l’Africa per il momento difficile che sta vivendo con Ebola. Per la famiglia, tanto attaccata dal nemico, per gli Ebrei popolo scelto da Dio, per la chiesa perseguitata.

13246_634027953372316_3454870934215190535_nUn gruppo di giovani presenta un mimo che rappresenta una gloriosa resurrezione ed è seguito da una preghiera di guarigione. Veniamo messi in guardia dagli attacchi dal nemico dall’interno: computer e tecnologie raffinate entrano nelle nostre case ma da essi possono uscire pericoli gravi; cavalli di Troia fatti entrare senza sospetto dai quali escono nemici che ci uccidono. Vigiliamo e restauriamo velocemente le brecce.

Durante gli incontri ci accompagna un meraviglioso gruppo di lode del pastore che più ha collaborato per l’organizzazione dell’incontro con volontari che hanno provveduto anche a una calda accoglienza e al servizio della Santa Cena celebrata dal pastore Remo Cristallo come momento finale e più alto di questo indimenticabile incontro!

 Miriam Giovanardi

 

 In seguito pubblichiamo i video integrali delle sessioni registrate amatorialmente dallo staff della chiesa Eben Ezer di Ficarazzi che ringraziamo: