La “scivolata” di Cavani

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Le vicende familiari dell’attaccante uruguaiano, Edinson Cavani, sono divenute una questione religiosa. Cavani non ha mai tenuta nascosta la sua fede evangelica, prima a Palermo e poi a Napoli. Nella città partenopea poi nel libro Quello che ho nel cuore (Mondadori, 2011) aveva per la prima volta raccontato ogni avvenimento della sua vita sotto la luce della fede in Cristo. Questo libro e le presentazioni avevano mostrato un uomo impegnato a conciliare la sua vita professionale con il suo credo religioso. Cavani, come altri atleti, aveva contributo a dare eco nei media a un mondo che difficilmente trova voce nonostante il suo quotidiano impegno nelle strade della nostra nazione.

Nell’ultimo periodo sembra essere cambiato qualcosa nella vita del Matador: prima voci, poi servizi fotografici hanno colto Cavani, sposato e padre di due bambini, in compagnia di una donna, subito etichettata “nuova fiamma”. Le vicende intime del testimone di Cristo sono così rimbalzate come uno spot contro gli evangelici, in cui si guarda in maniera diversa ciò che accade ogni giorno: quando succede agli altri poco importa, se invece è un evangelico a mettere le dita nella marmellata è una TRAGEDIA! E poi l’accusa: “Siete tutti così?!”

Credo che sono tutti cosi quanti non sono in grado di distinguere la fede dalle debolezze umane. Cavani non era un “santo” prima e non lo è adesso, piuttosto una persona che avendo difficoltà a vivere la propria fede a cagione della sua fama, è stato probabilmente soggiogato dal peccato. Ogni giorno “cattolici”, “musulmani” e credenti di altre fedi tradiscono, rubano, uccidono e nessuno fa riferimento ai loro dettami religiosi. Ciascuno di noi può rispondere solo delle proprie azioni e non di quelle altrui. Chi guarda il “fuscello” nell’occhio altrui, forse dovrebbe controllare se nel suo c’è “una trave”. Sarà sempre difficile, anzi impossibile spiegare gli errori altrui. Ciascuno badi a se stesso, perché la Scrittura ricorda che chi pensa di esser ritto potrebbe cadere. 

Mi dispiace per Cavani e per la sua famiglia: da credente posso solo pregare per loro, perché quando si commettono degli errori c’è sempre un prezzo da pagare e conseguenze che si ripercuotono su tutti. Per adesso: “Signore, abbi pietà di me!”.

Pastore Elpidio Pezzella

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