Io non giudico neppure me stesso (Past. Michele Passaretti)

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Ritengo doveroso fare una precisazione in ordine ad un post che circola su internet e che attribuisce l’appartenenza del pastore Remo Cristallo alla massoneria.

Sono stato molto indeciso se scrivere o meno su questa vicenda, mi sento tuttavia obbligato a replicare a questo tipo di affermazioni, su uno spazio di comunicazione pubblica per due ragioni. La prima è la necessità di una smentita ufficiale, poiché ciò che viene scritto sulla rete rimane per sempre e vi sono molte persone che non hanno conosciuto di persona il pastore Remo Cristallo e che possono credere che le cose così rappresentate siano vere. Dico questo, poiché chi ha realmente conosciuto il pastore Remo, non darebbe alcun credito e importanza a tali affermazioni. La seconda è di natura personale. Sono molto amareggiato per le falsità con le quali si tenta di infangare l’onore e la memoria di un padre spirituale, fondatore della chiesa di cui oggi sono pastore. Interpreto il sentimento di tanti membri e ministri delle nostre chiese che si sentono come me offesi per la gratuita diffamazione di una persona molto amata e rispettata in vita e, ormai, non più tra noi.

Il post a firma di tale Giacinto Butindaro è questo:

Remo Cristallo, ex presidente della Federazione delle Chiese Pentecostali, fotografato durante una manifestazione fa un evidente segnale segreto massonico. Si capiscono quindi tante, anzi tantissime cose …D’altronde, aveva un pensiero massonico ed era amico ed estimatore di massoni. Ricordiamoci che quando Remo Cristallo era Presidente della Federazione delle Chiese Pentecostali, Giancarlo Rinaldi – che è un massone appartenente al Grande Oriente d’Italia – era uno dei docenti della Facoltà Pentecostale di Scienze religiose di Aversa (Caserta), Facoltà che allora era allestita nei locali del movimento «Nuova Pentecoste», e gestita dalla Federazione delle Chiese Pentecostali, presieduta appunto da Remo Cristallo. Quindi, come sempre, tutto squadra!

La cattiva conclusione del Butindaro giunge attraverso un contorto ragionamento fatto di illogiche supposizioni e nessuna prova della asserzione falsa pubblicata. In questa tipologia di accusatori domina il paradigma del sillogismo della colpa. Se in una famiglia vi è qualcuno che ha rubato, tutta la sua famiglia è una famiglia di ladri. Con questa logica i familiari dei mafiosi sono tutti mafiosi, le chiese sono tutte massonizzate, i pastori tutti ladri e approfittatori. Per questi moderni inquisitori è abituale, massificare i peccati del singolo a tutta una collettività. Se qualcuno è precipitato in un peccato tutta la chiesa e il movimento di appartenenza è reo di quel peccato. Anche se per Butindaro è già peccato essere una organizzazione spirituale o un Movimento di chiese consorelle.

In queste menti l’equazione Nomen omen (Il destino di un nome) è nella colpa del nome e non dei fatti. Eppure in queste deliranti deduzioni si diffamano le persone estranee ad un fatto, semplicemente perché collegate per altre ragioni di vita ad altre. Ecco il contorto ragionamento: “Poiché il Pastore Remo Cristallo è stato Presidente della FCP (Federazione Chiese Pentecostali) la quale ha dato vita al progetto della Facoltà pentecostale di scienze religiose che a sua volta ha collaborato con il prof. Rinaldi che senza nasconderlo ha dichiarato di essere stato iscritto ad una loggia massonica: Il pastore Cristallo è stato un massone e lo dimostra il fatto che nella foto pubblicata ha le mani incrociate che è simbolo di appartenenza alla massoneria.

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Siamo alle solite dinamiche congetturali delle malelingue. Si mescolano cose vere ad un ragionamento presupposto, e si costruisce così l’accusa infamante. La Bibbia dice che i menzogneri non entreranno nel Regno dei cieli. Chi conosce da vicino il pastore Cristallo sa che la posizione delle sue mani è stata da sempre (fin da giovane) un atteggiamento di riverenza nella presenza di Dio. Non con le braccia conserte, né con le mani dietro la schiena ma mani abbassate ed incrociate per onorare il Signore e non per ostentare la sua appartenenza massonica come qualcuno vorrebbe farci credere. Bisognerebbe ricordare che anche il corpo ha un proprio linguaggio per adorare Dio, la Bibbia ce lo insegna. Remo Cristallo è uno di quelli che in chiesa non accavallava le gambe per rispetto al Signore, figuriamoci se durante un culto all’aperto faceva segni massonici segreti. Ci vuole una perversa immaginazione per congetturare tale blasfemia. Inoltre, Remo Cristallo, per propria convinzione, ha sempre avuto un giudizio critico nei confronti della massoneria cristiana. Questo si evince anche da studi biblici pubblicati in video cassette, in libri e dispense. Un suo testo in pubblicazione sulla “Demonologia” dedica un intero paragrafo all’argomento.

Veniamo al caso. È innegabile che Remo Cristallo è stato Presidente della FCP, è altresì vero che ha ospitato la sede della Facoltà di Scienze Religiose ad Aversa. Ha sempre creduto all’importanza della formazione teologica. Ma non è assolutamente vero che Remo Cristallo apparteneva alla Massoneria. Tra l’altro la Facoltà ha sempre avuto una sua gestione accademica e amministrativa autonoma sia da Nuova Pentecoste che dalla FCP. La cosa peggiore di questa vicenda è il fatto che Giacinto Butindaro non teme di ingiuriare ripetutamente la memoria di un innocente che non è più. Non posso dimenticare che lo stesso insolente ebbe a definire il pastore Remo, in occasione del suo funerale, un “malfattore”.

Credo che questo tipo di azioni sia tra le cose più indegne che si possa fare nella vita. I morti dal momento che non sono più sono consegnati al giudizio di Dio che giudica i vivi e i morti. Questa etica di comportamento è universalmente rispettata. Anche la peggiore persona del mondo quando muore mancherà a qualcuno che conserverà il ricordo e gli affetti del proprio caro. Ma non così per tali seminatori di odio che non hanno limiti e confini alle loro crociate inquisitorie benché assurgano a maestri di purezza e carità cristiana. Tra le altre cose anche l’ordinamento giudiziario del nostro paese tutela l’onore dei defunti. Lo si deduce chiaramente dall’art. 597 del codice penale, che contempla l’ipotesi dell’offesa alla memoria di un defunto, stabilendo che “i prossimi congiunti, l’adottante e l’adottato” possono proporre querela per diffamazione.

Altro che preziosa la morte dei santi! Credo che qualcuno debba pentirsi di avere oltraggiato la memoria dei servi di Dio, senza dubbi o timore di avere giudicato la loro vita al posto di Dio. Chi non ha peccato, scagli per primo la pietra, ci insegna il santo Vangelo del Signore Gesù Cristo, ma qui c’è qualcuno che ha il “ministero” della ricerca dei peccati degli altri, sedendo nello scanno sbagliato, non quello dei giustificati per grazia, ma con quello dell’inquirente accusatore dei fratelli. La Bibbia ci insegna che se tu vedi il peccato di tuo fratello, hai il dovere di avvertirlo, ma non dice di andare alla ricerca dei peccati di tutti i fratelli e dichiararli pubblicamente. Evidentemente c’è una profonda incongruenza nella pratica biblica del recuperare i peccatori da quello di inquisirli. Usare i versi della Bibbia per giustificare questo tipo di azioni, è un inutile esercizio dialettico. I parolai del vento che si riempiono la bocca di versetti biblici non sono altro che retori religiosi che usano le Scritture per i propri scopi, ma la Bibbia è invece molto chiara a tale proposito: “A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore! Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode” (1 Corinti 3:3-5).

Ciò mi era dovuto e non intenderò rispondere ad alcuna replica.

“Evita inoltre le discussioni stolte e insensate, sapendo che generano contese. Ora un servo del Signore non deve contendere, ma deve essere mite verso tutti, atto ad insegnare e paziente” (2 Timoteo 2:23-24).

Past. Michele Passaretti