Meditazione su: I Tessalonicesi 5:12-28
Past. Remo Cristallo

Analizziamo i vari versi:I precetti vari sono indicazioni da seguire, non semplici consigli, ma consigli da applicare alla vera vita spirituale. Questi non devono essere confusi con i precetti religiosi e i precetti degli uomini.Quando domandiamo a qualcuno qual è la volontà di Dio, molti si limitano a rispondere semplicemente che è quella di seguire e rispettare i suoi comandamenti(Esodo 20). Tali comandamenti sono stati poi riassunti da Gesù in altri due principali:

 “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore e con tutto il tuo maggior potere” e “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Oltre a ciò dobbiamo però seguire gli insegnamenti della Parola, entrando nei dettagli per applicarli nella vita reale, non tralasciando quelle che sono le sfumature di questi insegnamenti, ossia i “precetti vari”.

 

Non vogliamo una vita illusoria, non vogliamo illuderci di essere nella volontà di Dio. Ogni giorno vogliamo essere certi di stare nella perfetta, e non permissiva, volontà di Dio.

La volontà permissiva è quella che non ci fa uscire dalla Sua volontà, ma ci porta al margine, ci porta ad un punto che, proseguendo oltre, si esce fuori dalla Volontà. Perfetta, invece è quella che Egli vuole per noi, quella che Egli gradisce, ossia camminare al centro e non ai bordi, avendo chiaro il nostro cammino come pellegrini verso quella meta tanto desiderata; diventeremo così cittadini del cielo, rimanendo alla presenza del Signore per l’eternità. Facendo la volontà di Dio noi realizziamo a pieno, non la vita religiosa fatta di esteriorità, bensì una vita spirituale, una realtà che viviamo in ogni aspetto.La vita spirituale è indispensabile, affinché anche nella sofferenza possiamo glorificare Dio e gioire delle piccole cose, possiamo sentirci soddisfatti sotto tutti i punti di vista. Nel mondo c’è tanta insoddisfazione, ma anche tra tanti che dicono di chiamarsi cristiani. Molti non si chiedono il perché, si limitano a dare la colpa a Dio che non risponde loro come vorrebbero e che non dà ciò che desiderano, senza chiedersi mai però, se stanno realmente vivendo secondo la perfetta volontà di Dio. Ma come  ogni giorno ci guardiamo allo specchio, così pure ogni giorno confrontandoci dinanzi allo specchio della Parola di Dio,dovremmo porci questa domanda e chiederci se c’è qualcosa che non va.

Ma qual è la perfetta volontà di Dio? La perfetta volontà di Dio, infatti, è quella di vederci gioiosi, com’è scritto nella sua Parola: “siate sempre allegri”.

Ma come si fa ad essere sempre allegri nonostante le tribolazioni? Come cristiani non dovremmo avere paura di tutti i problemi che ci circondano, perché se la nostra fede è quella autentica può smuovere le montagne ed “ogni cosa è possibile a chi crede”.

La consapevolezza la otteniamo solo vivendo una vita spirituale che non ci porta ad essere bigotti, ma a vivere con semplicità, accettando ogni cosa e glorificando Dio, sapendo che Gesù ha detto: “Io non vi lascerò e non vi abbandonerò mai”. La nostra vita deve essere imperniata nella Parola di Dio. 

 

“Ora fratelli, vi preghiamo di aver rispetto per quelli che si affaticano fra di voi, che vi sono preposti nel Signore e che vi ammoniscono, e di averli in somma stima nell’amore per la loro opera. Vivete in pace fra di voi”(v.12). Noi  facciamo distinzione tra clero e laici, la chiesa è una, Gesù è il capo e noi formiamo la chiesa. La distinzione tra clero e laici non viene dalla Parola di Dio. Nella Bibbia è scritto che siamo un sol corpo fatto di membra e giunture ben collegate il cui capo è Gesù. In Lui riconosciamo anche l’unigenito figlio di Dio, e crediamo nel nostro Dio unico e trino nella persona del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.Vogliamo avere però rispetto per coloro che si affaticano, e che lavorano per il Signore. Non ci sono servitori grandi o servitori piccoli, ci sono solo servitori, i quali devono essere onorati e rispettati, perché in essi dobbiamo vedere  coloro che servono e non che comandano, perché è un servizio per il Signore, e Lui è il giusto retribuitore di ciò che facciamo.La Parola continua con un’esortazione: “Vivete in pace fra di voi”.

Viviamo in pace se onoriamo il principe della pace. La pace non è un ingrediente che si compra. Molti ne fanno di questa parola un concetto troppo umanizzato e carnale. Gesù disse: “il vostro cuore non sia turbato, voi avete creduto in Dio, credete anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore, Io vado innanzi a prepararvi un luogo, perché dove Io sono sarete anche voi”. Oggi il nostro Gesù non lo vediamo, Egli è presente con lo Spirito Santo, e quando diciamo di amarlo, amiamo anche la Parola di Dio, perché Gesù è la Parola di Dio. “La pace fra voi” è perciò una conseguenza spirituale meravigliosa; la vera pace viene solo dalla presenza di Dio: “Venite a me voi tutti che siete travagliati ed aggravati, ed Io vi darò riposo”.

Alla presenza di Dio ogni peso cade dalle nostre spalle, e per questo ci sentiamo liberi. Da quando la presenza di Dio scende in noi e accettiamo Gesù come nostro personale Salvatore, sentiamo “pace profonda nel cuore”; questo è frutto della fede, la quale viene dall’udire la Parola di Dio. La nostra non è una religione, bensì una fede biblica, ossia la fede fondata nella Parola di Dio.I precetti continuano con la parte pratica: “Ora fratelli vi esortiamo ad ammonire i disordinati..”(v.14). La disciplina ecclesiale non può mancare, bisogna riprendere i disordinati. Infatti è scritto che il Signore punisce coloro che Egli ama. La riprensione è un atto d’amore, per riportare il credente sulla giusta strada. Quando manca la disciplina in una chiesa, manca l’ordine, e Dio è ordine. Coloro che detengono il ministero non possono nascondere determinate cose, bisogna agire, altrimenti non ci sarà più ordine in quella chiesa, e se non c’è ordine non c’è neanche il Signore. Vogliamo perciò essere nell’ordine di Dio. 

 

Il passaggio biblico ci invita poi a “..a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli”(v.14). Molti sono gli scoraggiati, e noi figli di Dio dobbiamo dare delle giuste esortazioni a coloro che ne hanno bisogno, e che ogni nostra parola possa provenire dal cuore di Dio, affinché raggiunga e tolga lo scoraggiamento da chi ha perso ogni forza per combattere. Molti esseri umani arrivano al punto di cedere con le proprie forze nell’ingiustizia e nella malvagità, arrivando anche al suicidio. Questo non  è altro che l’illusione di una finta liberazione, perché non vedono via d’uscita, ma solo tristi realtà, e lo scoraggiamento diventa totale. È proprio lì che lo Spirito Santo agisce. Perciò quando ci si rivolge al Signore prendiamo coraggio dalle parole del Vangelo. Ricordiamoci di aprire bocca se non per dire qualcosa di buono, facendoci sempre guidare dal Signore, perché tanti saranno gli scoraggiati che incontreremo sul nostro cammino, come d’altronde lo eravamo anche noi fino a quando il Signore non è venuto da noi. Dobbiamo aiutare gli scoraggiati incoraggiandoli; lo scoraggiamento deve essere annullato dall’incoraggiamento. Noi abbiamo un Dio vero, ed Egli si prenderà cura di noi; benché non Lo vediamo, Egli è un Dio vivente. Il nemico farà di tutto per scoraggiarci e farci arrivare ad un punto di non ritorno. Solo attraverso la Scrittura noi riceviamo l’incoraggiamento, perché Dio è Amore. Molti sono anche i deboli, ma il cristiano che ha conosciuto il Signore può dire: “Quando io sono debole, allora sono forte” perché è nella debolezza che subentra la forza di Dio. È nostro compito aiutare i deboli; dobbiamo aiutarci gli uni con gli altri, cominciando con i “domestici della fede”. L’apostolo Paolo riconosceva che Dio non può operare se ci sentiamo forti. Dobbiamo sì affermare di essere deboli, ma in Cristo siamo più che forti, siamo più che vincitori. 

 

 “..essere pazienti verso tutti”(v.14). Questa è un’altra condizione dei precetti. La pazienza è uno dei frutti dello Spirito. Dobbiamo avere pazienza in ogni cosa, dobbiamo saper aspettare. La nostra indole è impaziente e questo ci crea dei problemi. L’impazienza infatti comporta uno stato di agitazione interiore e questo porta all’ansia e l’ansia a sua volta induce alla depressione. Il Signore ci vuole liberi, perciò quando manchiamo di pazienza chiediamo a Dio di calmare questo stato d’animo, ed Egli ci aiuterà. 

 

“Guardate che nessuno renda male per male ad alcuno, anzi procacciate sempre il bene gli uni verso gli altri e verso tutti”(v.15). Dobbiamo saper fare il bene, non deve essere fatto per essere poi ricambiato; per i cristiani è più bello il dare che il ricevere, e la destra non deve sapere quello che fa la sinistra. Solo il Signore vede nel segreto, e quando riconosce che tu stai facendo la Sua volontà, mentre dai poi Lui ti darà. Dona con vera spontaneità senza farne un calcolo economico. Dio conosce i vostri pensieri. 

 

“Siate sempre allegri”(v.16). Siamo sempre allegri nel Signore. I problemi giornalieri non devono spegnere la gioia che Dio ha messo nei nostri cuori. La nostra è un’allegria che viene dalla presenza di Dio, è quella casa nella tempesta che, mentre fuori grandina, all’interno c’è un caminetto che riscalda. 

 

“Non cessate mai di pregare”(v.17). In ogni momento possibile rivolgiamoci a Dio, anche solo con un pensiero o con un cantico.  

 

“In ogni cosa rendete grazie a Dio, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi”(v.18). Il Signore vuole che in ogni cosa gli rendiamo grazie. Tutto ciò che di buono ci accade è solo perché Egli ci guarda. 

 

“Non spegnete lo Spirito”(v.19). Non contristiamo lo Spirito Santo, ma rallegriamoci nel Signore. Non spegniamo lo Spirito, ma diamogli la possibilità di manifestarsi in mezzo a noi con i doni e i ministeri. 

 

“Non disprezzate le profezie”(v.20). Quando parliamo di profezie ci riferiamo a quei messaggi autentici che il Signore manda come uno dei doni per la Sua chiesa, ossia uno dei nove doni dello Spirito Santo. 

 

“Provate ogni cosa, ritenete il bene”(v.21). Ritenete sempre il bene e credetelo, aldilà che può sembrare vero o non vero; il Signore onorerà sempre ciò che è buono. 

 

“Astenetevi da ogni apparenza di male”(v.22). Noi non siamo per il male ma per il bene, ma ricordate che anche le apparenze di male sono condannate dal Signore. Dobbiamo stare attenti a non cadere nel tranello di Satana. Dobbiamo avere riguardo della nostra vita e testimonianza, e non far credere cose che non sono, affinché il nome del Signore non sia vituperato. Oggi il male non è più in noi, perché abbiamo conosciuto il bene mediante la grazia dell’Evangelo, ma dobbiamo astenerci anche dalle sole apparenze di male. 

 

“Ora il Dio della pace vi santifichi Egli stesso completamente..”(v.23). La santificazione è la separazione dal male, per seguire la via di Cristo e la Sua volontà. 

 

“..e l’intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo Fedele è colui che vi chiama, e farà anche questo”(vv.23,24).“Fratelli pregate per noi”(v.25). Questo è l’invito di un servo di Dio. Il Signore più dà a noi servitori e più noi possiamo dare alla chiesa. Non ci sono scuole o seminari, siamo dei canali di Dio, che danno solo quello che Lui dà.“Salutate tutti i fratelli con un santo bacio. Vi scongiuro per il Signore che questa epistola sia letta a tutti i santi fratelli. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi. Amen.”(vv.26,27,28).

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