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| Il Real Sacerdozio |
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Frasi 1) Il sacerdozio veterotestamentario aveva una funzione rilevante e primeggiante nella cultualità ebraica la figura del Sommo Sacerdote era già un tipo di Cristo; 2) Cristo superiore ai sommi sacerdoti dell'Antico Testamento; Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione. Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi senza però commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno. Ebrei 4:14-16
Cari lettori, lo scrittore dell'Epistola agli Ebrei evidenzia la superiorità e l’unicità del ministero sacerdotale di Gesù Cristo rispetto al sacerdozio dell’Antico Testamento. Molti non hanno ancora la conoscenza neotestamentaria del radicale cambiamento del sacerdozio nella chiesa cristiana sin dal primo secolo dopo Cristo. Purtroppo un triste cambiamento avvenne nel IV secolo, quando si lasciarono le direttive bibliche neotestamentarie per ripristinare, se anche parzialmente e con particolari modifiche, quelle del sacerdozio veterotestamentario. Ritengo importante la conoscenza e il confronto degli insegnamenti dell’Antico e del Nuovo Testamento, che possiamo chiamare anche “Antico” e “Nuovo Patto”. Il termine “patto” (anche alleanza) è un concetto centrale della rivelazione biblica: intende un contratto stipulato tra due contraenti, Dio e l’uomo, sulla base dell’amore e della fedeltà divina. Il concetto del patto non deve essere considerato come un tentativo artificioso per ingabbiare la dottrina biblica, bensì come l'evidenza che deriva dalla lettura biblica.
Il sacerdozio veterotestamentario aveva una funzione rilevante e primeggiante nella cultualità ebraica, la sua trattazione è particolarmente ampia ed impegnativa da richiedere uno studio specifico e approfondito, a mio avviso, anche molto interessante dal punto di vista storico-religioso. Invito gli interessati ad un’attenta lettura del Pentateuco e in particolare del libro del Levitico. La mia meditazione verte ad una breve comparazione della figura del Sommo Sacerdote veterotestamentario ed il ministero di Gesù Cristo, per noi credenti cristiani, ultimo e perfetto Sommo Sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec e nel contempo sacrificio perfetto.Nel considerare l’Antico Patto, il primo Sommo Sacerdote fu Aronne, fratello di Mosé, e successivamente quelli della sua discendenza. La Bibbia è cristocentrica, e la figura del Sommo Sacerdote era già un tipo di Cristo. Il Sommo Sacerdote doveva possedere alcune caratteristiche che riassumo in tre punti.
1) Era chiamato da Dio con una celeste vocazione E nessuno si prende da sé quell'onore; ma lo prende quando sia chiamato da Dio, come nel caso d'Aronne. Così anche Cristo non si prese da sé la gloria d'esser fatto Sommo Sacerdote; ma l'ebbe da Colui che gli disse: Tu sei il mio Figliuolo; oggi t'ho generato (Ebrei 5:4-5). Perciò, fratelli santi, che siete partecipi d'una celeste vocazione, considerate Gesù, l'Apostolo e il Sommo Sacerdote della nostra professione di fede… (Ebrei 3:1)
2) La sua santificazione era d’obbligo Non disonorerà la sua progenie in mezzo al suo popolo; poiché io sono l'Eterno che lo santifico. (Levitico 21:15)
3) Godeva di un esclusivo privilegio Quale sommo sacerdote, solo lui poteva entrare nel luogo santissimo una volta l'anno. …ma nel secondo, entra una volta solamente all'anno il solo sommo sacerdote, e non senza sangue, il quale egli offre per se stesso e per gli errori del popolo… (Ebrei 9:7) Era tenuto a fare l'espiazione per sé, per i sacerdoti e per il popolo. E farà l'espiazione per il santuario sacro; farà l'espiazione per la tenda di convegno e per l'altare. Questa sarà per voi una legge perpetua, per fare una volta all'anno, per i figliuoli d'Israele, l'espiazione di tutti i loro peccati". E si fece come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. (Levitico 16.33-34)
Ritengo di grande rilevanza dottrinale che l’offerta per l’espiazione per il peccato del popolo, dei sacerdoti e dello stesso Sommo Sacerdote, non cancellava i loro peccati, ma li copriva momentaneamente agli occhi di Dio. Il sacrificio consisteva nello spargimento di sangue animale, si trattava sempre di un sacrificio imperfetto compiuto da un sommo sacerdote (un uomo) imperfetto e ciò richiedeva la ripetizione periodica. La Scrittura dice che tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio e che solo Gesù uomo è stato esente da ogni peccato, per questo in quanto vero uomo, ma senza peccato, ha potuto assolvere il duplice ruolo di sacrificio e sommo sacerdote perfetto. Cristo diventa il Sommo Sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec.
Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi senza però commettere peccato (Ebrei 4:15). Giovanni il battista dichiarò e testimoniò pubblicamente di Gesù: "Ecco l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!" (Giovanni 1:29)
Con la morte e la resurrezione di Gesù Cristo possiamo considerare scritturalmente conclusa, per noi credenti cristiani, l’era sacerdotale veterotestamentaria perchè è scritto, in maniera inequivocabile, che “il sangue di Gesù Cristo ci lava e ci purifica da ogni peccato”. Cristo, l’unigenito figlio di Dio ha offerto se stesso quale “Agnello di Dio” perciò da allora non c’è più alcuna necessità di offrire a Dio ulteriori sacrifici imperfetti. Nel momento stesso che, pentiti, confessiamo a Dio i nostri peccati, per fede sperimentiamo l'efficacia del Suo sangue versato, anche per noi, sulla croce.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno. (Ebrei 4:16)
Accostiamoci di vero cuore, con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell'aspersione che li purifica dalla mala coscienza, e il corpo lavato d'acqua pura. Riteniamo fermamente la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è Colui che ha fatte le promesse. (Ebrei 10:22-24)
Alla luce dell'insegnamento neotestamentario, la primitiva chiesa di Gesù Cristo non praticò quel sacerdozio veterotestamentario. I dodici non diventano Sommo Sacerdoti ma Apostoli (inviati – mandati) e tutti i salvati (i credenti) entrano a far parte di un nuovo sacerdozio spirituale. Ma voi siete una generazione eletta, un real sacerdozio, una gente santa, un popolo che Dio s'è acquistato, affinché proclamiate le virtù di Colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce (1 Pietro 2:9). In forza dell'unione con Cristo, essi possono accedere direttamente a Dio e offrire quotidianamente sacrifici spirituali di adorazione, lode, preghiera e ringraziamento (1 Pietro 2:5, Apocalisse 20:6, cfr. 19:6) riconoscendo Gesù Cristo quale unico mediatore e intercessore fra Dio e gli uomini. Gli Atti degli apostoli e le lettere di San Paolo si riferiscono ai ministeri della chiesa con i termini "episcopato" (che ha una valenza di controllo e vigilanza), "presbiterato" (l'anziano della comunità), "diaconia" (il servizio pratico).
Cari lettori fate parte del “real sacerdozio” di cui parla l’apostolo Pietro? Offrite a Dio i vostri sacrifici di lode, adorazione e preghiera con costanza? Dio li gradisce e vi ricambierà con abbondanti benedizioni per i meriti di Gesù Cristo nostro Sommo Sacerdote, Salvatore e Signore. |
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| Tuesday, 03 February 2009 15:45 |
| Last Updated on Tuesday, 03 February 2009 16:24 |





