Chiesa perseguitata : Il nemico è sconfitto per il sangue dell’Agnello e la parola della testimonianza

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A Washington, durante il “World Summit for persecuted church” (dal 10 al 14 maggio us), indetto dalla Billy Graham Evangelistic Association e presieduta dal figlio Franklin Graham, si sono avvicendati sul palco vari testimoni che hanno raccontato, con la pace nel cuore, quanto abbiano dovuto subire per affermare il loro amore per Cristo.

Trentadue mesi trascorsi in un container con miracolosa liberazione finale quando ormai le forze erano allo stremo (come da Apocalisse 12:11) “E non hanno amato la loro vita, anzi l’hanno esposta alla morte”. Questo ha testimoniato una sorella dell’Eritrea che ha ora trovato asilo in Danimarca e continua lì, in un ambiente finalmente libero, ad annunciare la sua scelta per Cristo. Una moglie continua a lodare il Signore pur avendo ricevuto una grave perdita nella vita. Il marito, che  in una nazione araba aveva scelto di annunciare il Signore, è stato intrappolato da tre giovani che inizialmente si fingevano simpatizzanti ed è stato trucidato insieme ad altri fratelli. Questi sono solo due esempi delle persecuzioni che circa 200.000 persone subiscono nel mondo ogni anno e che purtroppo spesso dimentichiamo.

Ai circa 700 delegati di 135 Nazioni, è stata rivolta una pressante richiesta: “Informate le vostre congregazioni e le vostre nazioni della persecuzione costante che molti fratelli subiscono e sosteneteli in preghiera. Non aspettatevi d ricevere queste notizia dai media perchè nessuno parla di questo orrore ma i credenti debbono sapere”. Il Vice Presidente degli Stati Uniti, Michael Pence, si è presentato dichiarandosi prima di tutto cristiano ed ha annunciato un provvedimento preso dal presidente Trump. “Nessuna nazione che non conceda libertà religiosa ai suoi componenti sarà aiutata dagli Stati Uniti”. Penso che questa affermazione del presidente Trump, sia l’esito di preghiere incessanti che vengono fatte per lui da tanti fratelli e dalla preghiera che si eleva anche all’interno della Casa Bianca.

È stata fatta un’affermazione generale shoccante: il sangue dei martiri per Cristo non si distingue per una denominazione ma solo per l’amore dimostrato dalla persona uccisa al Suo Salvatore! Quindi nessuna denominazione è stata elevata al di sopra di altre, lo scopo di questa riunione è stato quello di sensibilizzare i credenti perché preghino incessantemente e di aiutare ove possibile,  coloro che non possono esprimere liberamente la loro fede in Cristo. Uno dei tanti senatori USA che ha preso la parola ha affermato di avere compreso fino in fondo l’urgenza di pregare per la chiesa perseguitata dopo avere letto il libro di Richard Wurmbrandt: “Torturato per Cristo”. Accanto a Franklin hanno parlato rappresentanti mondiali della Chiesa Ortodossa, altri leaders e il Cardinale di Washington a dimostrazione del fatto che il sangue sparso per Cristo non ha denominazione

Durante i rari intervalli c’è stata la possibilità di fare comunione con persone provenienti dai vari Paesi del mondo e di rendersi conto, ancora una volta, di come sia necessario che la nostra visione si ampli, si stacchi dalle piccole beghe interne alle varie piccole comunità e si diriga verso il grande piano del Signore. La sposa di Cristo è meravigliosa e grandemente amata dal Signore che miracolosamente sostiene questi fratelli in difficoltà e li rende testimoni potenti della sua gloria. Ho preso l’impegno come uno dei due rappresentanti l’Italia, di chiedere preghiere alle chiese del nostro Paese e questo scritto possa sensibilizzarti.

Romolo Giovanardi